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Costantino Congiu

 10,00

Scalamara
autobiografia 1936-1995
prefazione di Vittorio Russo
postfazione di Vivian Lamarque
Napoli, Edizioni Intra Moenia, 1997
pp. 160

Descrizione prodotto

Costantino Congiu
Scalamara
autobiografia 1936-1995
prefazione di Vittorio Russo
postfazione di Vivian Lamarque
Napoli, Edizioni Intra Moenia, 1997
pp. 160 – euro 10,00

Non ha mai conosciuto il padre ed è stato abbandonato dalla madre. Un ragazzino sardo cresce con la nonna nell’indigenza: “vestiva sempre di nero proprio a tipico costume sardo, poverissima; vivevamo in una stanza con un letto matrimoniale un comò una tavola e qualche sedia; i servizi igienici non esistevano, con un buco in terra e lì si doveva fare i nostri bisogni. (…) Ricordo che allora incominciai ad andare a scuola alla prima; e quando ritornavo a casa, la nonna che era analfabeta mi chiedeva che cosa avevamo fatto a scuola, ed io prendendo il libro vedevo le figure legevo, ma io non sapevo leggere mi orizontavo atraverso le figure, e mia nonna era fiera di me”. Morta la nonna deve andare nella casa di una manesca zia sposata a un ubriacone. Così Costantino preferisce la strada, arrangiandosi a vivere di piccoli furti e frugando fra i resti del mercato. La notte dorme dentro i portoni o nelle soffitte di case che trova aperte, finché viene preso e messo in un collegio della G.I.L.. Alla notizia della caduta del fascismo scappa anche da lì: “Presi il mio zaino e mi rubai altri due zaini di miei compagni; e questi zaini li riempii di tutto quello che potteva andarci dentro, silenziosamente scesi le scale del primo piano dove c’era la mia camerata, aprii il portone e, richiudendolo piano piano, mi accorsi che oramai ero libero (…) Presi la via delle montagne. C’era la neve e faceva un gran freddo. Da lontano vidi del fumo, ormai faceva l’alba”. Barattate alcune coperte rubate con formaggio e salame offertigli dai pastori, ritorna a Sassari. Lo ricoverano anemico in un ospedale, dove una suora lo aiuta e lo fa diventare sagrestano. Una famiglia con molti figli lo adotterà. Poi fa il bracciante e altri lavori saltuari come raccogliere le olive, finché la madre si rifà viva e insieme ritornano dalla zia. Ma le due litigano furiosamente e la madre parte di nuovo per il continente, promettendo che sarebbe tornata presto: passano gli anni e quando Costantino, ormai maggiorenne, con tutti i soldi che è riuscito a mettere da parte, andrà a cercarla a Civitavecchia, la troverà al lavoro, in una casa di tolleranza. Ma ormai lui è capace di cavarsela da solo: farà lo strillone per un edicolante, prenderà un carrettino e venderà gelati e, proprio mentre è in giro per questo lavoro si innamorerà di una ragazza che andrà a sposare a Pozzuoli dove, impiegato come cameriere, vivrà l’esperienza del terremoto, costretto per un anno a risiedere nella cabine lungo la spiaggia.
L’autobiografia di Costantino Congiu è stata scelta da Beppe Gaudino per la realizzazione di uno dei sette film documentari I diari della Sacher 2001.

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