Trenta anni di raccolta, due secoli di storia.

Dal 1984 l’Archivio diaristico nazionale raccoglie e conserva memoria. Storie di persone che hanno lasciato una traccia di sé trovano accoglienza in questo luogo di confine, in quel lembo di Toscana che si insinua fra l’Umbria, le Marche e la Romagna.
A noi piace l’idea che l’Archivio dei diari, con i suoi oltre 7.000 abitanti di carta che sono più del doppio dei 3.300 abitanti all’anagrafe di Pieve Santo Stefano, riesca a coniugare passato e futuro, alternando molte anime che qui convivono pacificamente in un’unica mission: raccogliere e conservare la memoria, renderla fruibile a tutti, valorizzare le storie.

raccogliere e conservare
Diari, memorie, epistolari arrivano a centinaia ogni anno all’Archivio per essere depositati o per partecipare al Premio Pieve. Tutto viene catalogato, letto, conservato in ordine negli scaffali dell’Archivio che di anno in anno si riempiono di storie componendo il mosaico della grande Storia, quella con la S maiuscola.

rendere fruibile 
I testi dell’Archivio sono consultabili in sede ma non solo. Grazie al progetto “Impronte digitali” tutto il materiale è stato digitalizzato e sarà presto disponibile online in una Digital Library. Il fondatore dell’Archivio, Saverio Tutino, vero pioniere nel narrare storie, ha dal 1984 capito l’importanza della condivisione e fatto in modo che questo luogo diventasse il centro di condivisione di memorie.

valorizzare le storie
Piattaforme tematiche online, pubblicazioni periodiche, monografiche, saggi, opere di narrativa a partire dai diari, spettacoli teatrali, film e documentari sono solo alcune delle mediazioni di memoria che l’Archivio attiva. Al centro di una strategia di valorizzazione delle storie dell’Archivio e anche della storia di Pieve Santo Stefano, c’è il Piccolo museo del diario, un’opera innovativa e in corso destinata a far parlare molto di sé.

il sito dell’Archivio
“Il paese dei diari” di Mario Perrotta