Descrizione
Leo Ferlan
La geometria dei sentimenti
Lettere d’amore
Milano, Terre di mezzo, 2009
pp. 300
Le lettere inviate negli anni Cinquanta da un giovane studioso, originario di Idria, oggi cittร della Slovenia, lasciano la traccia di un percorso di vita, di studi e di lavoro di una personalitร forte e sensibile. Leo coltiva una passione verso lโosservazione naturalistica, che approfondisce con studi da autodidatta poichรฉ le condizioni della famiglia non gli permettono di pagarsi lโUniversitร . Nonostante ciรฒ, si introduce nellโambiente di ricerca e, grazie alla sua mente brillante, viene invitato a unirsi ad un equipe di studiosi in Algeria. Inizia una corrispondenza con Miriam, una giovane in cerca di lavoro alla quale Leo risponde con una gentilezza iniziale che si trasformerร ben presto in unโassidua confidenza. โLa solitudine รจ divina, ma rimbambisce spaventosamente. Fa bene parlare a qualcuno, talvolta, e fa pure bene ascoltare. (โฆ) Non crede che dovremmo lasciar in banda il โLeiโ, untuoso e in un certo modo prammatico, e passare al โtuโ come fanno i buoni amici?โ. Il dialogo epistolare cresce di giorno in giorno, Leo si confronta con Miriam, si confida, scambia consigli, le racconta del suo amore per la natura, le fa scoprire la sua indole curiosa e pacata: โIo mi sento bene ovunque; quasi, non sono mai โlontanoโ poichรฉ non riesco a trovare un punto di riferimentoโ. Riescono a incontrarsi durante un breve soggiorno in Italia, nasce un sentimento, cambia il tono della scrittura, i pensieri diventano sempre piรน profondi e Leo condivide con la sua Miriam, noia, attesa, confusione, gioia, dolore, poesia: โHo bisogno di te, Miriam, come dโun veleno buono, dolce, cui vada assuefacendomi; un veleno di cui hai sempre piรน bisogno, a dosi sempre piรน grandi, senza che faccia maleโ. Costretto a rimpatriare a causa del ridimensionamento del personale in Nordafrica nel 1954, si pone il problema di una nuova occupazione: nonostante numerose pubblicazioni gli manca un titolo di studio regolare. Si trasferisce a Bergamo presso una stazione sperimentale. Sempre lontano dallโamata, che nel frattempo diventa sua moglie, Leo รจ deluso dal nuovo ambiente: โun mondo chiuso che non sโaffaccia su niente, che passa e si consuma in se medesimoโ. Affianca i lavori di ricerca del direttore e degli sperimentatori, continua i suoi studi, ormai in grado di conseguire un titolo ufficiale. Il destino non lo permette: la diagnosi di un male precoce lo conduce a morte prematura.
Leo Ferlan letto da Mario Perrotta e Paola Roscioli al Premio Pieve 2008:






Marco –
Un piccolo capolavoro epistolare.
Un giovane romantico e dalla scrittura elegante scrive decine e decine di lettere alla propria amata, lontana migliaia di chilometri, delineando un rapporto che nel corso del libro si trasforma, evolve, matura. Stupisce, in particolare oggi, vedere come queste splendide lettere siano scritte da un giovane di poco piรน di vent’anni, segno dei tempi trascorsi evidentemente, di un’Italia profondamente diversa dove la forma, l’educazione, il rispetto e l’eleganza erano una tratto dominante o quantomeno non secondario.
Da leggere assolutamente, facendolo perรฒ con i tempi giusti, con i tempi richiesti da un epistolario appunto, che va letto con ritmo lento, perchรฉ tra una lettera e l’altra sono trascorsi giorni, a volte intere settimane, sono accadute molte cose, sono mutate le stagioni, gli animi, i pensieri…
Lettere come queste fanno entrare nell’intimitร piรน profonda di una coppia di giovani innamorati, restituendoci un frammento delle loro vite (anche se le uniche lettere che ci รจ dato leggere sono quelle di Leo e non della amata Miriam) alle quali รจ necessario avvicinarsi col rispetto che meritano.