Antonina Azoti

Valutato 5.00 su 5 su base di 1 recensioni
(1 recensione del cliente)

 12,00

Ad alta voce
Il riscatto della memoria in terra di mafia
con testi di: don Luigi Ciotti, Ivan Pedretti, Nicola Tranfaglia e Umberto Santino
Milano, Terre di mezzo, 2016
pp. 140 con ill.

Descrizione

Antonina Azoti
Ad alta voce
Il riscatto della memoria in terra di mafia
con testi di: don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Ivan Pedretti, segretario generale di Spi Cgil, lo storico Nicola Tranfaglia e Umberto Santino, fondatore del Centro di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo
Milano, Terre di mezzo, 2016
pp. 140 con ill.

“Aranci, aranci, cu li fa’ li guai si li chianci”. Chi combina guai, li pianga solo. Spirito libero, sindacalista, musicista della banda, Nicolò Azoti è privo della “robba” che ne farebbe un buon partito. Sposa la donna che ama solo grazie a una “fuitina” e quando muore, ammazzato dalla mafia a pochi metri da casa, a chi circonda la vedova e i bambini non par vero di poter scuotere la testa. Antonina ha quattro anni quando sua mamma le stende sul letto il padre agonizzante; pochi giorni dopo, il cappottino rosso che aspettava per Natale verrà tinto di nero. Nicolò è morto battendosi per la riforma agraria, ma sulla vedova e i due bambini cala il sudario di isolamento e vergogna destinato ai parenti di un “morto ammazzato”. Dita puntate, malelingue. Il parroco asperge la bara per strada con l’acqua santa, ma si rifiuta di portarla in chiesa. “Anche Dio – scrive Antonina – lo considerava quindi colpevole?” Ad alta voce è la storia del lento e orgoglioso percorso di riscatto di Antonina, Pinuccio e della loro madre. Dai tempi della miseria al lavoro da maestra. E al giorno in cui, davanti a tutta Palermo radunata per onorare la morte del giudice Falcone, Antonina sale su un palco e racconta ad alta voce l’orgoglio di essere figlia di Nicolò Azoti, caduto per promuovere i diritti dei braccianti, dimenticato insieme ad altri 39 sindacalisti uccisi nell’immediato dopoguerra. La memoria di Antonina Azoti restituisce con immediatezza ed emozione una pagina intensa di una vita individuale e, nello stesso tempo, di storia civile del nostro paese.
(dalla motivazione della giuria nazionale)

1 recensione per Antonina Azoti

  1. Valutato 5 su 5

    Marco

    Un libro intenso, commovente, significativo. Un grido di liberazione scagliato verso quel muro di gomma contro cui per lunghissimi anni si è infranto il desiderio di riscatto di una bambina, di una donna, di un’intera famiglia. Un buio fatto di dolore e di solitudine dal quale si esce insieme, con tanta forza, tanto coraggio e con una lotta quotidiana e senza fine.
    Un libro davvero stupendo, che tocca l’animo. Si fanno i conti con la storia più oscura del Paese, quella storia di mafia che ha lasciato sul terreno troppe vittime innocenti.

Aggiungi una recensione