Descrizione
Castrenze Chimento
Lasciato nudo e crudo
Milano, Terre di Mezzo, 2013
Collana I diari di Pieve – pp. 96
prefazione di Evelina Santangelo
Castrenze ha 5 anni quando la sua poverissima famiglia si sgretola. Cosรฌ rimane completamente solo, a fare il pastore per diversi padroni senza scrupoli che finiscono per “rivestirlo di botte”.ย Ma non vive nell’odio questo bimbo. Si sente fratello degli animali che accudisce e con i quali divide la sorte, e cresce in lui un fortissimo bisogno di raccontare.ย Dovranno passare quasi settant’anni prima che Castrenze impari le parole per dire finalmente la sua storia.
Castrenze Chimento, nato ad Alia, Palermo, nel 1935, vive tuttora in Sicilia con la famiglia. Ha imparato a leggere e scrivere nel 2008.






Marco –
Cosa spinge un uomo a iscriversi a scuola all’etร di 74 anni per imparare a leggere e scrivere?
Quale forza interiore anima la sua volontร ?
Cosa provereste se il vostro desiderio di parlare fosse soffocato, se il vostro bisogno di raccontare fosse condannato a rimanere solo un desiderio, per tutta la vostra vita, perchรฉ vi mancano gli strumenti per trasmettere quel messaggio, quel racconto?
Castrenze Chimento รจ stato spinto ad imparare a leggere e scrivere a ben 74 anni da una desiderio atavico e irrefrenabile: quello di raccontare la propria vita, anzi, “la propria odissea”. C’รจ questo, soprattutto, dietro il suo bisogno di impossessarsi di strumenti per noi oggi forse scontati: stringere fra le mani il mezzo col quale trasmettere ciรฒ che per decenni si รจ tenuto dentro, senza poterlo condividere con nessuno.
ร un istinto comune in molte delle memorie oggi raccolte nell’Archivio Diaristico Nazionale. Il bisogno di lasciare una testimonianza del proprio passaggio, della propria esistenza, delle proprie gioie e dei propri fallimenti, affinchรฉ chi li leggerร in futuro possa sapere che “cosรฌ รจ stato”.
Sembra impossibile, nel leggere queste pagine cariche di sofferenza, che certe cose siano potute accadere realmente in un Paese cosรฌ vicino a noi ma al tempo stesso cosรฌ lontano. Un’Italia che i giovani non riusciranno a riconoscere perchรฉ estranea, ma che molti anziani ritroveranno nei propri ricordi e in fondo ai loro cuori.
Molti di loro avranno magari raccontato certi fatti ai figli prima e ai nipoti poi. Castrenze Chimento, quel bambino a cui fu tolta la gioia e la spensieratezza della propria infanzia, ha voluto mettere quelle memorie nero su bianco, come a fissare una volta per sempre e in maniera indelebile quella vita di stenti e disgrazie, quando la fame era fame vera, di quella che non ti lascia mai, quella fame che attanaglia corpo e mente. Per questo imparare a leggere e scrivere rappresenta per quest’uomo una sorta di riscatto, di compimento, addirittura di giustizia nei confronti di quel bambino che non c’รจ piรน, ma che in realtร c’รจ sempre stato.
“Perchรฉ vuole imparare a leggere e scrivere Signor Chimento?”. I suoi occhi si velarono di lacrime, e come un bimbo il cui sguardo parla piรน delle parole, mi rispose con orgoglio: “Voglio scrivere l’odissea della mia vita”. Questa volta furono i miei occhi a colmarsi di lacrime.
Noemi –
Ogni ricordo รจ un filo che tesse e intreccia le maglie della memoria. Castrenze Chimento รจ nato a Alia nel 1935. A 73 anni si iscrive a scuola per imparare a leggere e scrivere con lโobiettivo di raccontare โlโodissea della sua vitaโ. Questa รจ la sua storia.
โScrivo e piango perchรฉ mi commuovo nel ricordare la mia infanziaโ leggo nelle prime pagine del diario โLasciato nudo e crudoโ, e subito sento impellente la necessitร di ringraziare questo signore per aver ripercorso i dolori della propria vita, affinchรฉ tutti noi non dimenticassimo.
Chimento รจ piccolo, ha solo cinque anni ma giร intuisce che il padre e la madre stanno per separarsi. Si picchiavano tanto che i loro visi erano pieni di sangue, cosรฌ Angela Talamo decide di andarsene con un altro uomo, lasciando i figli nel tormento โper il dolore e lโansia di chiamare mammaโ. Un dolore che rimarrร dentro per sempre, suono assordante di un grido inascoltato, richiesta spenta nel silenzio dellโabbandono, il primo di una lunga serie.
Rimane insieme al padre, un uomo che chiede lโelemosina per dargli da mangiare ma che non esita a trascinarlo per i capelli con lโirruenza del suo carattere sprezzante. Siamo in Sicilia durante la seconda guerra mondiale, non cโรจ da mangiare, fa freddo, mancano i vestiti, manca tutto. Possiamo solo immaginare la disperazione di un uomo rimasto con i figli piccoli, lโumiliazione di non poter fare il padre, garantire loro un futuro o almeno un letto che non sia un mucchio di paglia. Forse รจ quella disperazione che lo porta alla decisione estrema: โincominciรฒ a baciarmi, tenendomi stretto forte forte al suo pettoโ, le parole sembrano essere rassicuranti, sta chiedendo al bambino di andare a cercare un poโ di pane, Castrenze obbedisce, ma quando torna suo padre non cโรจ. Lo ha abbandonato. Si puรฒ vagamente intuire il dolore di un bambino che si ritrova completamente solo, con un pezzo di pane in mano avvolto nel buio, mentre i singhiozzi soffocano le urla. Continua su: http://www.libride-scritti.it/castrenze-chimento-diario-un-analfabeta/