Caterina Minni / Inchiostro

 12,00

Caterina Minni
Inchiostro
Storia di un’adolescente oltre l’anoressia
presentazioni di Laura Dalla Ragione e Nicola Maranesi
Roma, Il pensiero scientifico, 2017
pp. 128

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Descrizione

Caterina Minni
Inchiostro
Storia di un’adolescente oltre l’anoressia
presentazioni di Laura Dalla Ragione e Nicola Maranesi
Roma, Il pensiero scientifico, 2017
pp. 128 – € 12,00

Finalmente è arrivato il momento, il momento di spiccare il volo. […] Mi sento rinata come quell’alata creatura di fuoco, quella fenice che tanto sento vicina, che percepisco tanto somigliante a me. Due ore di dolore, ma in fondo, di ore sofferte, ne ho trascorse tante e mai appaganti a breve termine come quelle passate stamattina: quella fenice dai tratti morbidi e sottili, fa finalmente parte di me. Caterina Minni sceglie il rito del tatuaggio per fermare il tempo al momento spartiacque della sua vita. E sceglie il simbolo dell’Araba Fenice, animale mitologico capace di risorgere dalle proprie ceneri, per dare una forma a ciò che sta in mezzo, tra un prima e un dopo. Prima c’è stata l’anoressia, la malattia in cui ha trovato espressione il suo malessere. Dopo c’è stata la comprensione del proprio dolore, passata anche attraverso il ricorso alla scrittura autobiografica, fluita in un diario che va da febbraio a maggio 2014. Nel momento in cui l’inchiostro le scorre dagli aghi nella pelle, e dalle mani sui fogli di carta, Caterina di Città di Castello in provincia di Perugia ha appena compiuto 14 anni.
Il suo ricovero nel centro Disturbi Comportamentali Alimentari di Todi risale a 2 anni prima, in mezzo c’è stato il trasferimento al convitto di Sansepolcro, provincia di Arezzo, dove frequenta un liceo artistico. Caterina racconta le sue giornate, lo studio, le dinamiche relazionali. Ma soprattutto rievoca gli anni dei suoi disturbi alimentari, con ricordi che si stagliano dalla memoria senza filtri. La concentrazione, pazientemente accumulata, si disperde nella sala studio, tra bestemmie e risate. […] D’improvviso un flash: quel giorno di metà gennaio mi si rivela nuovamente, mostrandomi delle gambe allora troppo deboli, volare sulla strada, correndo fino allo stremo. Le mie gambe. Fuggire. Da casa. Un brivido mi percorre la schiena, lo stesso brivido provato quel giorno, mentre mio padre mi correva dietro per riprendermi, per afferrare almeno quei 22 kg rimasti, che sfrecciavano via con un misto di rabbia, disperazione e gioia, solo due anni fa. Ritorno in me, […] corro in camera. Nessuno si è accorto di nulla. Nessuno qui mi dà importanza. Col passare del tempo all’indifferenza subentra l’affetto delle compagne, e una maturazione che porta Caterina a confidare a se stessa, e a suo padre, le ragioni del suo disagio. Caro papà scrive in una lettera che conclude la testimonianza, finalmente ho trovato il coraggio di scriverti. […] Vivo ancora nel ricordo di te che mi cullavi tra le braccia, forti, ma delicate. […] Mi sentivo così amata e leggera che non ho mai voluto cancellare quel ricordo dalla mia mente… anzi, dal mio cuore, ma alla nascita di mio fratello, tutto è cambiato: avevi occhi solo per lui e sembrava non avessi tempo per farmi danzare ancora. Sono rimasta ad osservarti, priva del coraggio che serviva a chiederti di farmi di nuovo volare. […] Intanto stavo crescendo, e il mio corpo si stava formando: non più leggero come un tempo, come quando a te piaceva tanto. […] Inconsciamente ho deciso di bloccare la mia crescita, di rimanere piccola e leggera, come ai tempi in cui i tuoi sguardi erano indirizzati a me, e sentivo il tuo amore.

 

Il diario di Caterina Minni fa parte de “L’alfabeto della memoria”, installazione dei dotdotdot nel Piccolo museo del diario.

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