A mano scritti / Primapersona 31

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A mano scritti
Primapersona. Percorsi autobiografici
Anno XIX – n. 31 – marzo 2017, pp. 120
Udine, Forum Editrice, 2017
€ 8,00

Descrizione

A mano scritti
Primapersona. Percorsi autobiografici
Anno XIX – n. 31 – marzo 2017, pp. 120
Udine, Forum Editrice, 2017

Opere d’arte. Capolavori. Pezzi unici. Le scritture autobiografiche originali più preziose, raccolte dall’Archivio in un terzo di secolo, presentate in un numero monografico e celebrativo di Primapersona. Celebrativo della materia. Del significato. Della scelta del supporto sul quale gli autori hanno fermato il loro racconto. Dei riflessi di vita che hanno condizionato la scelta di quel supporto. La luttuosa vedovanza di Clelia Marchi che si dipana per tutta l’ampiezza di un lenzuolo matrimoniale. La battaglia contro l’analfabetismo di Vincenzo Rabito combattuta per 1027 pagine dattiloscritte. La violenza della prigione nazista dalla quale evadono i foglietti di Orlando Orlandi Posti. La tumultuosa vicenda sentimentale della contessa Emilia che si rifugia dietro a parole nascoste. I disturbi mentali di Ida Nencioni, aggrappati alla scansione raziocinante dei foglietti di un calendario. Sono forse questi i diari, le autobiografie, le memorie e le raccolte di lettere più conosciuti tra quelli che compongono il patrimonio di inediti conservati a Pieve Santo Stefano. Ma ce ne sono molti altri. In questo numero di Primapersona, accompagnati da una dettagliata scheda descrittiva delle testimonianze e biografica degli autori, potrete scoprirne ventuno. Attraverso un percorso fotografico nel quale ogni scatto indaga l’anima della scrittura, della materia, del significato, della scelta.

Elenco dei 21 manoscritti
Giuseppe Pezzoli
Luigi Sodi
Eufrosina Serventi e Pietro Ugolotti
Emilia
Famiglia Neri
Eugenio Anzilotti
Otello Ferri
Giuseppe Salvemini
Quinto Menicucci
Valente Assenza
Paolino Ferrari
Almo Fanciullini
Orlando Orlandi Posti
Massimo Bartoletti Stella
Raffaele Favero
Vincenzo Rabito
Luisa T.
Ida Nencioni
Linda Baldin
Clelia Marchi
Mara Pia Farneti

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redazione
Anna Iuso (direttore responsabile)
Francesco Della Costa (capo redattore)
Riccardo Pieracci (segretario di redazione)
Redattori: Alessandro Artini, Daniela Bartolini, Silvia Bragagni, Antonella Brandizzi,
Daniela Brighigni, Luigi Burroni, Natalia Cangi, Alessio Catalini, Michelangelo Ciminale,
Fulvio Cozza, Fulvio Cozza, Patrizia Dindelli, Matteo Gallo, Gabriella Giannini, Simona Simone,
Alessandro Zanelli

comitato scientifico
Anna Iuso (direttore)
Quinto Antonelli, Camillo Brezzi, Pietro Clemente, Fabio Dei,
Patrizia Gabrielli, Antonio Gibelli, Stefano Pivato, Nicola Tranfaglia

con il contributo di
Serena Marchionni

photo credits
Luigi Burroni (interni dei diari)
Daniele Cinciripini (esterni)

graphic design cdm associati

1 recensione per A mano scritti / Primapersona 31

  1. Valutato 5 su 5

    Loretta Veri

    Questo trentunesimo numero di Primapersona è speciale e vale la pena sottolinearlo. Chi ha curato la scelta e il taglio delle fotografie – per la prima volta stampate e a colori su questa rivista – ha immaginato un potenziale ricercatore che si avventura nel mare di scritti dell’Archivio e si trova di fronte una cartella con i documenti nel suo formato originario.
    Sono pile di fogli o di quaderni, visibili da un lato, sovrapposti, montagne di agende o un unico minuscolo quaderno, una serie di anonime cartelle bianche di quelle che si usano, appunto, in un archivio per la conservazione delle carte, o volumi di buste che proteggono lettere. Involucri che, una volta aperti, cantano e narrano, liberano grafie incrociate, segni di memoria indelebili e colpiscono lo sguardo e il cuore.
    È un numero che racconta l’anima stessa di questo Archivio. Non ci si deve fermare alla soglia, all’involucro. Si deve entrare nelle storie, aprire quaderni, sfogliare pagine, leggere righe, impregnarsi della vita delle persone.
    Per rendere omaggio a tutti gli abitanti di carta di questo luogo si sono individuati 21 mano-scritti significativi per epoche, immagini e sorprendenti contenuti, scelti fra gli ottomila che ci sono pervenuti in oltre trent’anni e si sono raccontati in senso archivisitico, iconografico, narrativo, letterario, lasciando spazio alle parole delle carte, più che alle nostre. È un numero che rappresenta bene anche il Piccolo museo del diario, come se ne fosse in qualche modo un prezioso catalogo di storie da portarsi a casa.

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