Angelo Rebay / La bacca di olibaga

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 13,00

La bacca di olibaga
Udine, Forum Edizioni, 2009 – Autografie 01
con una nota introduttiva di Alessandra Boriolo Rebay
pp. 120 con ill.

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Descrizione

Angelo Rebay
La bacca di olibaga
Udine, Forum Edizioni, 2009 – Autografie 01
con una nota introduttiva di Alessandra Boriolo Rebay
pp. 120 con ill. – euro 13,00

1797: l’esercito francese guidato da Napoleone occupa la Lombardia e nasce la Repubblica Cisalpina. Angelo ha solo nove anni e festeggia la nascita del tricolore. Così ha inizio il racconto di Angelo Rebay che nel 1800, a 12 anni, emigra a Gotha, in Sassonia, assieme a un cugino, per intraprendere il mestiere di commerciante. Angelo è dotato di capacità e spinto da una grande voglia di fare bene. Anche se “trovandomi tutto ad un tratto in seno a una Nazione che, per li costumi e la favella, varia tutt’affatto dalla mia, e i cui principij di religione sono contrari dalli miei, così non vi ebbi in principio un gran piacere” riesce nel giro di soli quattro anni a imparare il mestiere. Nel 1810 si sposa con Margherita, un legame fortissimo che sarà coronato dalla nascita di 10 figli. L’anno successivo la parentesi estera si chiude e i fratelli Rebay sciolgono la società che aveva sede ad Aquisgrana, rientrando a Pognana. Con il passare degli anni Angelo diviene un abile commerciante di stoffe e trasferisce la sua attività e la famiglia nella città di Como. Il successo in campo lavorativo gli permette di condurre una vita agiata e serena, ma questo non gli impedirà di assistere impotente alla scomparsa dolorosa di alcuni dei suoi figli (per far curare una di questi si recherà fino a Budapest “in un legno” ma tutto sarà vano) fino ad arrivare al 21 ottobre 1848, giorno in cui la sua adorata Margherita morirà. Nell’autobiografia a carattere familiare trovano posto i fatti di cronaca locale, con i racconti di battaglie poi passate alla storia come i moti del ’48, o di gravissime pestilenze che flagellarono l’Italia, nonché delle guerre d’Indipendenza che portarono all’unità del Paese. Il memoriale si conclude con l’amaro sfogo contro un destino che lo ha privato di molti affetti, mentre è deluso dalle azioni dei figli: “nessuno fra loro, sia maschi che femmine rimasti, adotta i miei sinceri pareri e mi dà ascolto, continuando così essi tutti a battere una via che non li può portare a salvamento né per l’anima né per il corpo. In queste considerazioni e timori non posso più trovare né pace né contentezza!”

1 recensione per Angelo Rebay / La bacca di olibaga

  1. Marco

    Dieci figli, molti viaggi e tanta Storia italiana a fare da sfondo ad una importante vicenda personale, quella di un ricco commerciante di Como che alla fine della sua vita ripercorre le vicende della propria famiglia. Il commercio, le disgrazie umane, l’amore intenso per la cara moglie e il dolore indescrivibile per la prematura perdita di alcuni figli. Un ritratto dolce e amaro, quello scritto da Angelo Rebay, dalle cui pagine traspare la durezza di quei tempi difficili, in cui la vita era molto più precaria e incerta e solo il caso certe volte sembrava decidere il futuro delle persone. Una testimonianza rara e tanto più preziosa, che ci racconta un’Italia ancora divisa, ma già delineata nell’appartenenza territoriale e nella comunanza e vicinanza di tradizioni, di storia, di lingua. Un periodo cruciale della nostra storia visto dall’interno di una famiglia comune. Una famiglia – e una vicenda – che avrebbe visto la nascita dell’Italia unitaria.

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