Magda Ceccarelli De Grada

 24,00

Giornale del tempo di guerra
12 giugno 1940 – 7 maggio 1945
Bologna, Il Mulino, 2011
collana Storie Italiane
pp. 316

Descrizione

Magda Ceccarelli De Grada 
Giornale del tempo di guerra

12 giugno 1940 – 7 maggio 1945
Bologna, Il Mulino, 2011
collana Storie Italiane
pp. 316 – euro 23,00

Il diario di Magda Ceccarelli De Grada si apre con l’urlo sinistro delle sirene d’allarme che assordano Milano, all’alba del 12 giugno 1940, e si chiude con l’urlo di gioia della folla che si riversa in strada all’annuncio della resa della Germania, la sera del 7 maggio 1945. Tra il primo e il secondo urlo, scorrono giorno per giorno, a volte ora per ora, quasi cinque anni: la vita quotidiana di una famiglia italiana «allegra, litigiosa e turbolenta» – travolta, avvilita, dispersa e però anche cementata e nobilitata dalla catastrofe della guerra. L’autrice ascolta le notizie dei bollettini ufficiali e le radio clandestine, segue con trepidazione l’esito delle battaglie e i movimenti degli eserciti, soffre per l’Europa trasformata in un cimitero o in una galera: il suo diario è insomma la cronaca partecipe delle vicende della grande storia. Ma è anche altro. Accanto a esse, scorre un’altra storia, parallela e in parte segreta, il romanzo di formazione e maturazione di una donna – all’inizio di quasi quarantotto anni – che a poco a poco si rivela massaia, madre di famiglia, moglie di un artista, Raffaele De Grada, poetessa, scrittrice, cittadina, comunista e vivandiera della Resistenza. La scrittura diaristica evidenzia i contorni, compositi, di tale personalità, e li ricompone in una identità unitaria. [Dalla Prefazione di Melania G. Mazzucco.]

Magda Ceccarelli De Grada (1892-1985), poetessa e scrittrice, ha pubblicato numerose raccolte di liriche. Una scelta delle sue poesie è contenuta nell’antologia «Per quel filo sottile» (Crocetti, 2002). Fra le sue opere ricordiamo inoltre «Tanti anni insieme. Appunti per una biografia di Raffaele De Grada» (Ceschina, 1963). Il suo diario ha vinto il Premio Pieve 2010.

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