Francesco Stefanile

 14,50

Davai bistrè
Diario di un fante in Russia
memoria 1942-1945
Milano, Gruppo Ugo Mursia Editore, 1999
pp. 248

Descrizione

Francesco Stefanile
Davai bistrè

Diario di un fante in Russia
memoria 1942-1945
Milano, Gruppo Ugo Mursia Editore, 1999
pp. 248

Nel diario di Francesco Stefanile troviamo prima di tutto una partenza che è degna dell’incipit di un grande romanzo di vita, con quel padre che non l’aveva mai abbracciato se non quando dormiva da piccolo e adesso lo stringe a sé piangendo perché ha il presagio netto di quanto soffrirà. Poi c’è la descrizione della guerra in Russia, così puntigliosa come sarà poi la narrazione di tutta la prigionia. Anche altri diari arrivati nel nostro archivio hanno raccontato la battaglia nella “valle della morte”, sull’ansa del Don, dove buona parte dell’Armata italiana di spedizione in Russia si arrese, dopo essere stata decimata, ai soldati dell’Armata Rossa. Ma il nucleo di novità profonda che anima il diario di Stefanile viene fuori con la prigionia nei campi degli Urali e dell’Uzbekistan, dove a poco a poco diventa per lui possibile sopravvivere, sia pure di stenti, tra i pidocchi, il tifo e il cibo raccattato qua e là, ma dove soprattutto avviene l’incontro fra i soldati italiani mandati a conquistare la Russia e i fuoriusciti italiani che erano stati conquistati dall’ideale del socialismo e che diventano agenti di collegamento fra i loro compatrioti e i commissari sovietici. Questo rapporto e quello con dottoresse e infermiere russe attenuano in parte la crudeltà della condizione di prigionieri di un popolo che era stato aggredito dalle truppe naziste e fasciste. Gli episodi in cui si apre l’animo a un sentimento di pace sono soprattutto quelli di quando gli italiani prigionieri cantano e suonano dando spettacolo nei festeggiamenti per il 1° maggio, ai loro guardiani e agli ufficiali sovietici che dirigono il campo di prigionìa, nonché alle loro signore. Poi vengono le scoperte sul socialismo reale, soprattutto in Uzbekistan, dove le differenze fra gli amministratori russi e gli amministrati locali sembrano quelle dei paesi coloniali. Altro che uguaglianza. Così al ritorno in patria, Stefanile sa di certo che potrà essere anche socialista, però mai comunista. E soprattutto lotterà sempre per la pace.

Le memorie di Francesco Stefanile sono state scelte da Mara Chiaretti per la realizzazione di uno dei sette film documentari I diari della Sacher 2001.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Francesco Stefanile”