Amoreno Martellini / Abasso di un firmamento sconosciuto - attivalamemoria

Amoreno Martellini / Abasso di un firmamento sconosciuto

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Amoreno Martellini
Abasso di un firmamento sconosciuto
Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative
Bologna, Il Mulino, 2018
collana Storie italiane
pp. 264

 

Descrizione

Amoreno Martellini
Abasso di un firmamento sconosciuto
Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative
Bologna, Il Mulino, 2018
collana Storie italiane
pp. 264 – โ‚ฌ 20,00

ยซPer aprire li occhi bisogna caminare il mondoยป, scrive nel suo memoriale, con la sua sintassi incerta, un italiano emigrato in Argentina tra le due guerre mondiali. Lโ€™emigrazione come veicolo di conoscenza e acquisizione di consapevolezza di sรฉ e del mondo: รจ questo uno dei fili conduttori piรน forti e tenaci che percorrono le storie che si incrociano nelle pagine di questo libro. Lโ€™autore affronta questo tema (come gli altri che vi compaiono) ricucendo brani di diari, di memorie, di epistolari scritti da emigranti italiani disseminati in tutti i paesi del mondo e distribuiti lungo tutti i cento anni che segnano la storia della emigrazione italiana, dal periodo postunitario al miracolo economico. Le fonti della scrittura popolare che utilizza permettono di esaminare i vari aspetti della vicenda migratoria come se fossero illuminati da una luce interna, che consente di cogliere con maggiore profonditร  e nitidezza tutti quegli aspetti privati e a volte intimi che sfuggono alle statistiche migratorie. ยซIl crudele destino a voluto che io mi alontanai โ€“ continuava il medesimo migrante โ€“ che trapassi il grande mare Oceano Atlantico che vada lontano cercando fortuna cercando un nuovo nido abasso di un altro firmamento di un firmamento sconosciutoยป. Che si trattasse dellโ€™America, delle miniere del Belgio oppure di un pezzo di terra da lavorare nelle colonie italiane in Africa, il nuovo mondo era un cielo sconosciuto: fallimenti e successi, delusioni e aspettative, amore e morte, vanno collocati sotto quel cielo per comprenderli fino in fondo.

Testi di
Adriano Andreotti, Tommaso Angelone, Giovanni Arru, Maria Pia Baldaccini e Angelo Marone, Adriana Barbano Ranieri, Felice Barbieri, Anita Biaia, Albina Biondi e Diletto Manzini, Tommaso Bordonaro, Teresa Boschin, Maria Bottiglieri, Cecilia Caporali, Beniamino Cappai, Francesco Cargini, Gaetano Carlucci, Brunero Caselli, Adriano Cavini, Carla Cenacchi, Rosalia Chessa, Antonio Cocco, Sebastiana Cristofaro, Eugenio Damiani, Giulia Danesi, Antonio De Piero, Antonio Del Bove, Calogero Di Leo, Lionello Diomelli, Concetta Donato, Adolfo Farsari, Santo Fazzio, Gio Bono Ferrari, Gilberto Bellettato e Antonio Ghinato, Giovanni Gotta, Vincenzo Grossi, Francesco Ibba, Antonietta Laguna, Pietro Lucente, Cesare Mainella, Graziella Massa, Annibale Mattavelli, Giuseppe Melchiorre, Filippina Mincio, Ester Morselli, Giovan Battista Orsatti, Liliana Paolucci, Vittorio Papa, Raimondo Parutto, Mario Alberto Pelosi, Giovanni Piazza, Olindo Posteraro, Antenore Quartaroli, Piero Quercetti, Aura Rali, Alba Ricciarini, Pietro Riccobaldi, Giuseppe Rondoni, Raul Rossetti, Antonio Sbirziola, Serretto Serretti, Adele Sodano, Ulderico Sproti, Etty Suglich, Orlando Tonelli, Carlo Tratto, Francesco Tripodi, Folgore Vella, Gioanni Viarengo, Armando Viselli, Adrano Zana, Armando Zanchi, Carola Zanchi, Pietrino Zara

Italiani all’estero: i diari raccontano | Storie di italiani emigrati dall’800 a oggi
Presentazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del progetto e del sito idiariraccontano.org

Informazioni aggiuntive

Peso 380 g

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    da il manifesto 16/12/2018 – Giorgio Fabre
    รˆ un genere letterario operante da decenni, eppure pressochรฉ sconosciuto e pochissimo valorizzato. Si chiama ยซscrittura autonarrativaยป. Proviene dalle varie memorie personali e dai ricordi stesi da persone per lo piรน senza notorietร , e fornite a centri che raccolgono questo genere di lavori. La principale istituzione italiana in questo senso รจ la Fondazione di Pieve Santo Stefano, che รจ arrivata a custodire ben ottomila diari, lettere e memorie di privati. Adesso quella Fondazione ha compiuto unโ€™operazione nuova e moderna e perfino, per alcuni aspetti, emozionante: ha fornito una selezione di quegli scritti a un giovane studioso molto bravo, che li ha riuniti in un testo che รจ, insieme, storico e letterario. Il Mulino ha pubblicato il frutto del lavoro e il risultato รจ un libro affascinante. Lโ€™autore si chiama Amoreno Martellini, ed รจ uno specialista di storia dellโ€™antimilitarismo che insegna allโ€™Universitร  di Urbino. Il titolo รจ singolare, ma comprensibile giร  dalle prime pagine: Abasso di un firmamento sconosciuto (pp. 264, euro 20,00), che รจ piรน o meno la frase di un boscaiolo friulano che emigrรฒ in America negli anni venti del secolo scorso, il quale si riferiva al paese dove doveva andare in un italiano pieno di errori (ยซabassoยป sta per ยซal di sottoยป).
    รˆ perรฒ soprattutto il sottotitolo a spiegare di che cosa si tratta: Un secolo di emigrazione italiana nelle fonti autonarrative. Il secolo di emigrazione italiana viene ricostruito da Martellini โ€“ con lโ€™aiuto di Laura Ferro, una specialista che ha lavorato a Pieve Santo Stefano โ€“ attraverso il montaggio intorno ad alcuni temi, di scritti e diari di 74 autori che hanno raccontato la loro emigrazione tra la fine dellโ€™Ottocento e gli anni sessanta. I paesi dove quegli italiani andarono e di cui raccontarono โ€“ si tratta di uomini ma anche di molte donne โ€“ sono stati europei, americani, a Nord e Sud, e africani. รˆ quindi un libro che fornisce una ricca e complessa ยซletturaยป di un fenomeno finito anche di recente nel dibattito pubblico a proposito delle condizioni in cui si svolse (e forse ancora si svolge) lโ€™emigrazione italiana. Non cโ€™รจ dubbio, ad esempio, che il libro faccia tabula rasa del puro mito rassicurante dellโ€™emigrante italiano. Non fu esattamente cosรฌ. Lโ€™Italia tra Otto e Novecento cresceva anche perchรฉ i suoi uomini andavano allโ€™estero per guadagnare i soldi da mandare in patria, e poi per raggiungere posizioni di rilievo nei nuovi paesi. Accumulare guadagni fu un punto cruciale dellโ€™emigrazione italiana, la condizione di fondo per tutto il resto, compreso trasferire mogli e figli. Fu una situazione molto diversa rispetto allโ€™emigrazione recente dallโ€™Africa, sempre motivata dallโ€™esigenza della sopravvivenza
    Le vicende qui ricostruite sono spesso molto complicate e talvolta non solo spiacevoli, ma perfino di unโ€™inaudita violenza. Le storie vengono raccontate da contadini, minatori, badanti, militari, muratori e da quelli che allโ€™epoca erano solo sfortunati bambini. Ma non si tratta solo di storie private, perchรฉ vengono incrociate con le decisioni del governo italiano in situazioni che avrebbero potuto distruggere le famiglie, con padri, madri, figli che per anni si dovevano allontanare da casa (si veda la ricostruzione della posizione di Fanfani negli anni cinquanta). รˆ quindi senza dubbio un pezzo di storia nazionale, ricostruita perรฒ incrociando la macrostoria politica e la microstoria narrativa dei protagonisti. E questa รจ una buona indicazione di metodo per futuri lavori: dare cioรจ un rilievo storico non solo alla politica, ma anche ai racconti degli individui, beninteso sempre vagliati con attenzione.
    La violenza inaudita. In questo libro ci sono anche diverse pagine allucinanti. Si segnalano due episodi, entrambi di ambientazione militare, uno dei quali sconosciuto al grande pubblico. Questโ€™ultimo รจ stato scritto da un autore di cui Morellini, per la ยซscabrositร ยป del suo racconto, non riferisce il nome ma solo la sigla, ยซL.F.ยป. L.F. nel 1914 si fece assoldare dalla cavalleria dellโ€™esercito brasiliano e partecipรฒ, durante il conflitto mondiale, alla ยซguerra del Contestadoยป, in una zona al confine con lโ€™Uruguay. I suoi comportamenti riconosciuti, che Martellini in parte forse attutisce, furono di una crudeltร  inaudita: stupri, sgozzamenti, squartamenti, sevizie di tutti i tipi, che L.F. sembrรฒ accettare del tutto. Sono episodi spaventosi.
    Lโ€™altra vicenda militare, piรน nota, fu raccontata invece da un vicentino, Adolfo Farsari, che partecipรฒ alla guerra civile americana e poi la raccontรฒ nelle lettere. รˆ la battaglia di Wilderness, il racconto di come venivano massacrati i prigionieri o di come soldati come Farsari dovettero raccogliere ยซi piccoli pezzi dโ€™ossa e di carneยป di interi reggimenti distrutti da una serie di terribili esplosioni di bombe. Sono altre storie piene di crudeltร , di ferocia e di cadaveri, oltre che delle solite implicazioni economiche, i soldi che gli emigranti italiani volevano incassare: in questo caso il famoso ยซbountyยป che tutti conosciamo come la ยซtagliaยป per la caccia dei ricercati nei western.
    Poi ci sono le ricostruzioni dei luoghi cruciali delle emigrazioni: le miniere (spesso teatri di eventi tragici), le piantagioni, i paesi coloniali, le famiglie ospitanti. รˆ una rappresentazione ricca e talvolta โ€˜letterariaโ€™, da questo punto di vista perfino sofisticata. Si indica a questo proposito solo un paio di pagine (pp. 119-120), straordinarie per la loro sottigliezza. Ci si riferisce a una lettera del secondo dopoguerra dettata da una madre analfabeta e disperata a un copista, per il figlio, che era andato da anni in Australia senza averla mai ricontattata. La donna racconta la propria vita e spiega il suo tragico passato, la povertร  in cui รจ caduta per aiutare il figlio lontano, tutte cose che non han fatto muovere costui di un passo. Il copista non riuscรฌ a spedire la lettera e la donna morรฌ poco dopo, senza ricevere una risposta. Anche questo era lโ€™emigrazione.

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