Margherita Ianelli

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 24,00

Quando la mia mente iniziò a ricordare 
prefazione di Patrizia Gabrielli
Bologna, Il Mulino, 2015
collana Storie italiane
pp. 300

Descrizione

Margherita Ianelli
Quando la mia mente iniziò a ricordare 

prefazione di Patrizia Gabrielli
Bologna, Il Mulino, 2015
collana Storie italiane
pp. 300 – € 24,00

Eravamo nell’autunno del 1972. I cinquant’anni li avevo compiuti il mese di aprile. Da piccola […] avevo fatto fino la seconda elementare, quando scrivevo al mio futuro marito ch’era in guerra, lui mi scriveva che del mio scritto non ci capiva quasi niente. Mentre le sue lettere riuscivo a leggerle. Finito quella parentesi, non mi curai più del mio sapere. Anzi quando entrai nelle scuole per i miei figli mi trovavo a disagio, vedendo quei banchi e quell’ambiente, mi portava ai miei tristi ricordi. Parlare con le insegnanti arrossivo in viso, parlavo a stento.
Con queste parole Margherita Ianelli, contadina orgogliosa di esserlo, dopo una vita passata sui campi, il disbrigo dei lavori domestici e sei maternità, decide di sedersi sui banchi di scuola mossa dalla caparbia tenacia e dal desiderio di migliorare la propria condizione, dalla volontà di riscatto dall’umiliazione. […] La scrittura stessa è, allora, per Margherita Ianelli lo strumento di appropriazione del suo percorso di contadina povera e sola, capace di migliorare le proprie condizioni sia sul piano materiale sia morale. La sua vita è la somma di grandi e piccole prove, una sorta di corsa ad ostacoli che richiede energie, rigore, moderazione, che lei riesce a superare mettendosi alla prova. […] Essere una donna intraprendente comporta critiche, persino le sue eccezionali doti di lavoratrice possono rappresentare una minaccia per i ruoli di genere. La lotta che la impegna, infatti, a cominciare dalle relazioni con il marito, è rendersi credibile e capace. La femminilità è una presenza prepotente in queste pagine. […] La spavalderia, tanto rara negli scritti di donne della sua generazione, sintomo di una consapevolezza di sé e del proprio valore, costituisce, insieme alle tante apprezzabili pagine sulla storia del Paese, il cuore di questa autobiografia da cui deriva il loro forte fascino. Margherita rivela l’orgoglio di essersi misurata in campi, luoghi, ritmi poco usuali per le donne; di essere capace e resistente nel lavoro come nella gestione dei rapporti sociali e familiari; di contraddire, non necessariamente con l’aperta ribellione, le regole imposte. In sintesi, possiede tutti gli ingredienti per rappresentarsi come una donna eccezionale, fuori dal comune, diversa dalle altre. […] Un’eccezionalità nella quotidianità di cui andare a testa alta, che le consente, all’età di settanta anni, di decidere che è giunto il momento per iniziare a ricordare e per guardare con fiducia al futuro.

dalla prefazione di Patrizia Gabrielli

1 recensione per Margherita Ianelli

  1. Valutato 5 su 5

    Marco

    La lettura di questo libro, di questo diario, mi ha accompagnato per molti giorni, in questo periodo; nel corso della lettura sono passati il 25 aprile, il 2 giugno, il 70esimo della Repubblica Italiana, le celebrazioni per lo storico voto alle donne. Avvenimenti importanti nella storia del nostro Paese e che qui, in queste pagine, escono fuori con forza, ma da un punto di vista inedito e inusuale. E’ quella “storia dal basso” a cui i testi dell’Archivio dei diari ci hanno abituato, ma è anche la straordinarietà, in questo caso, di chi scrive e racconta: perché Margherita Ianelli è una persona di grandissima tenacia e determinazione, di grande forza d’animo e incredibile resistenza fisica. Margherita però, e questo è l’aspetto che ad ogni pagina emerge e colpisce, è prima di tutto una donna. Una donna che deve fare i conti con una società che marginalizza il genere femminile, lo sottomette, lo considera spesso alla stregua delle bestie, senza nessun diritto ma con tantissimi doveri.
    Margherita ci conduce nel suo mondo, ci mostra le cose dal suo peculiare punto di vista e attraverso i fatti e le miserie della sua esistenza ci narra la storia di un Paese spaccato, lacerato dalla guerra, dalla povertà, dalle lotte contadine, dalle manifestazioni operaie, dalla lotta di classe, dall’emancipazione dei figli che, attraverso l’istruzione, cercano di accedere ad un futuro migliore.
    Quando si giunge al termine del libro e quindi della storia di Margherita, si rimane quasi senza fiato, come davanti ad un enorme vuoto che vorremmo riempire ancora con quello che lei ha da raccontarci, narratrice instancabile e severa. Racconta tutto con franchezza, ogni aspetto della sua esistenza, dai patimenti alla vergogna per la propria miseria, dai tradimenti al contrastato rapporto con il marito, con cui per 50 anni ha dovuto fare i conti per affermare le sue ragioni, le sue opinioni, i suoi diritti. Un arco di tempo lunghissimo, come ce ne sono pochi nei libri ma che per fortuna non sono così rari nei diari e nelle autobiografie conservate a Pieve Santo Stefano; perché sono proprio testi come questo o come quello di Rabito che restituiscono al lettore un’esperienza unica e profonda, permettendogli di entrare in prima persona nell’esistenza di chi, vissuto prima di lui, ha attraversato un periodo storico incredibilmente denso di accadimenti unici e irripetibili, trasformazioni radicali della società e del Paese, condizioni di vita troppo spesso dimenticate da chi, come noi oggi, è abituato a dare per scontato tutto, soprattutto la normalità.
    Non c’è normalità, invece, nella vita di questa donna straordinaria, che uno dopo l’altro infila gli eventi della storia e sembra travolgerli con la sua forza e la sua tenacia, anziché esserne travolta; sa che potrà contare sempre e soltanto nelle sue forze e non può permettersi di fermarsi a pensare e tantomeno a lamentarsi.
    Fanno ben comprendere la sua inarrestabile forza e determinazione – di cui è ben cosciente – le parole che a metà del libro cuce addosso all’uomo che diventerà poi suo marito, quasi fossero una dichiarazione d’intenti nei confronti del genere maschile, cui la donna era in genere sottomessa: “Per la mia irruenta personalità; per la mia dinamicità e forza, che avrei distrutto un uomo solo a guardarlo”. Ecco, questa era Margherita Ianelli.
    Questa la donna che, non più giovane con 6 figli a cui pensare e col lavoro nei campi a cui badare, decide di rimettersi sui libri per studiare, per quel bisogno di riscatto che l’ha accompagnata durante tutta la sua vita, per dimostrare a tutti, alla fine, di avercela fatta, ancora una volta. Conoscere la vita delle persone, e di certe persone in particolare, ci aiuta a comprendere la nostra, ci fa guardare al futuro con occhi diversi, pieni di consapevolezza. Ci aiuta a nutrire la mente con i valori che hanno contraddistinto chi questo Paese ha contribuito a renderlo migliore, seguendo quei principi tanto semplici quanto fondamentali e moderni, attuali.
    Sono stato un po’ prolisso e mi perdonerà il lettore, ma questo è un libro che va letto; è un libro che fa capire bene il valore della memoria, della scrittura; e della vita. Un libro che tutti dovremmo avere.

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