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Paolo Severi / 231 giorni

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231 giorni
Un diario dal carcere. Un percorso di liberazione
diario, 1996
presentazione di Dario Fo
interventi di Sergio Cusani, Saverio Tutino, Adriana Zarri
Milano, Frontiera Editore, 1999
pp. 174

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Descrizione

Paolo Severi
231 giorni
Un diario dal carcere. Un percorso di liberazione
diario, 1996
presentazione di Dario Fo
interventi di Sergio Cusani, Saverio Tutino, Adriana Zarri
Milano, Frontiera Editore, 1999
pp. 174 – euro 12,40

E’ un diario urlato contro le condizioni di vita nelle carceri, è la forte testimonianza denuncia del degrado di strutture che hanno ancora usi e riti di prigioni ottocentesche in un’attualità fatta di violenza, di promiscuità, di droga che circola liberamente, ma anche di reati minimi compiuti da “ragazzini”. Lui resiste con la consapevole volontà che riesce ad imporsi per uscire dalla droga, ma soprattutto con l’indignazione e la rabbia verso il sistema del carcere che lo aiutano molto a rimanere lucido, addirittura a studiare e a superare esami universitari. A tratti viene fuori anche la sua esperienza a San Patrignano dove ha lasciato buoni amici, ma dove ha vissuto male: “parlato con ragazza: convinta a non andare a San Patrignano. In qualsiasi altra Comunità, ma non sul colle, per di più sei anche una donna, le ho detto, ti tratterebbero come una schiava. Il colle muccioliniano mi guarda minaccioso”. Le uniche uscite dal carcere sono per recarsi all’università di Urbino. Appena rientra, mani sue contro il muro e altre mani addosso, la bestialità lo assale di nuovo da tutte le parti, ma “l’incapacità di affrontare la vita me la tengo gelosamente nascosta, non la racconto a nessuno. è solo per me“.

1 recensione per Paolo Severi / 231 giorni

  1. Marco

    Con la presentazione di Dario Fo, questo libro è un diario dal carcere e in quanto tale affronta dall’interno la delicata e complessa situazione delle carceri italiane, mettendo in risalto la spirale di violenza che le caratterizza, le contraddizioni burocratiche che le contraddistinguono e che ne fanno quasi un paradosso sociale: da ideali strutture per l’espiazione della pena e per il riscatto civile dell’individuo a vere e proprie macchine del male, dove la violenza è non solo permessa ma addirittura alimentata. Una violenza fisica e psicologica dalla quale l’autore cerca di difendersi affidandosi alle pagine di un diario, l’unico modo, scrive, per resistere a quell’inferno.
    Il lettore rimarrà sorpreso da questo testo. Ma la rivelazione forse più grande sarà rappresentata per molti dalla scoperta dell’Archivio dei diari, questa preziosissima “casa della memoria” che rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per tutti quegli scritti privati che ci raccontano, fra le righe, la vita più vera e profonda di un intero popolo. L’Archivio Diaristico Nazionale svolge in tal senso una rilevante funzione sociale: ci ricorda chi eravamo, da dove veniamo e dove siamo diretti. E lo fa raccogliendo fra le sue mura le testimonianze di persone che, come Paolo, resistendo alle violenze dell’esistenza e lottando per un futuro migliore ci raccontano le vicende di questa incredibile avventura che è la vita.

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